Il percorso diagnostico delle patologie oncologiche
Il sospetto di tumore può emergere da segni e sintomi presentati dalla persona, dai risultati di una visita medica, da esiti anomali di esami condotti per altri motivi o da test di screening. Questi non confermano la presenza di un tumore, ma possono rendere necessari ulteriori approfondimenti tramite test diagnostici.
Anamnesi e esame obiettivo
Il primo step è generalmente rappresentato dal consulto con il proprio medico, a seguito di segnali di sospetto.
Come prima cosa, viene effettuata un’anamnesi del paziente, ovvero una ricostruzione della sua storia clinica per comprendere meglio i problemi di salute e le possibili cause. Essa prende in considerazione i sintomi e lo stato di salute della persona, la storia clinica personale e familiare, e l’eventuale presenza di fattori di rischio e familiarità per la patologia.
La presenza di elementi di sospetto viene poi approfondita tramite un esame obiettivo, che consiste nell’esaminazione fisica del paziente. Vengono valutati in particolare cute, linfonodi, polmoni, mammelle, addome e testicoli. Le tecniche impiegate sono generalmente l’auscultazione per cuore e polmoni, l’ispezione visiva per valutare neoformazioni e la presenza di ingrossamento o noduli. Possono inoltre svolgersi ispezione vaginale, rettale o urologica se si sospettano tumori in queste aree.
A seguito di questi primi controlli, il medico può indirizzare il paziente verso ulteriori test diagnostici.
Esami e test diagnostici
In base alla zona in cui si sospetta la presenza di un tumore, e a quanto rilevato dalle fasi precedenti del processo di diagnosi, possono essere indicati diversi esami. Essi sono finalizzati a individuare la presenza di anomalie e a valutare le caratteristiche delle eventuali masse presenti.
Tra questi vi è l’imaging diagnostico (o diagnostica per immagini), che permette di ottenere un’immagine delle strutture interne del corpo. È così possibile indagarne la funzionalità e la presenza di anomalie.
Possono essere previsti più esami di imaging, e possono variare a seconda del caso e del tipo di tumore sospettato. Le tecniche impiegate sono:
- Radiografia: permette l’ottenimento di immagini tramite l’utilizzo di un basso dosaggio di raggi X
- Ecografia: utilizza ultrasuoni per catturare immagini e individuare eventuali masse e anomalie
- TC (tomografia computerizzata, prima nota come TAC): tramite ultrasuoni, permette di individuare lesioni anche molto piccole. Per ottenere immagini migliori, può essere impiegato anche un mezzo di contrasto, un liquido che viene inserito in vena e permette di mettere maggiormente in risalto i tessuti
- PET: prevede l’iniezione di un radiofarmaco che si distribuisce nel corpo evidenziando la possibile presenza di una lesione tumorale
- RM/RMN: tramite l’emissione di onde elettromagnetiche, permette di ottenere immagini molto dettagliate degli organi interni
- Scintigrafia: è indicata nel caso di sospetto di metastasi. Viene somministrata in vena una bassa dose di una sostanza radioattiva, che aiuta a individuare attività metabolica elevata negli organi, ad esempio dove ci sono delle metastasi.
La biopsia permette la conferma della diagnosi di tumore. Viene prelevato, con l’utilizzo di un ago o un piccolo intervento chirurgico, un campione di cellule o tessuto dalla massa sospetta. L’attività di laboratorio permettere di analizzare la presenza di cellule tumorale e le caratteristiche del tumore. In base a questo si determina il grado istologico del tumore, che ne determina l’aggressività osservando quanto le cellule tumorali si differenziano da quelle sane. Per i diversi tumori possono esistere differenti criteri di grading.
Esami del sangue possono essere prescritti anche inizialmente per indagare segnali che possono indicare la presenza di un tumore. Esami mirati possono poi essere indicati anche durante il trattamento del tumore.
In particolare, gli esami ematici possono essere condotti per verificare i livelli dei cosiddetti biomarcatori (o biomarker). Essi sono sostanze rilasciate nel sangue da alcuni tumori, per questo sono previsti in determinati casi. Possono essere utili per monitorare l’efficacia del trattamento e segnalare la presenza di una possibile recidiva del tumore.
Alcuni biomarcatori sono invece presenti sulle cellule tumorali, e per questo è necessario il prelievo di un campione di tessuto.
Stadiazione
La stadiazione consiste nella valutazione dell'estensione del tumore, e considera le dimensioni del tumore e quanto si è diffuso a partire dalla sede originale. Insieme al grading, è utile sia per la scelta della terapia che per definire gli aspetti prognostici (l’evoluzione attesa della patologia).
I diversi step del percorso diagnostico concorrono alla determinazione dello stadio clinico del tumore. Si parla invece di stadio patologico se risultante dall’analisi del tumore a seguito della sua rimozione chirurgica.
A cura del Centro Studi Fondazione The Bridge
[1]Gale R.P., rev. Spivak J. L., “Diagnosi di cancro”, Manuale MSD versione per i pazienti, settembre 2024 https://www.msdmanuals.com/it/casa/tumore/panoramica-sui-tumori/diagnosi-di-cancro[1]Fondazione Veronesi, “Cos’è lo stadio di un tumore” https://www.fondazioneveronesi.it/educazione-alla-salute/cosa-sono-i-tumori/cose-lo-stadio-di-un-tumore