
Come approfondito in “Le mutazioni genetiche che possono portare ai tumori”, la presenza di alcune mutazioni genetiche può aumentare la probabilità di sviluppare specifici tumori rispetto alla popolazione senza quel fattore di rischio. Questo, quindi, non significa che in presenza di tali mutazioni si svilupperà sicuramente un tumore, ma che si è in una situazione di rischio più elevato. Di conseguenza, possono essere indicati percorsi di screening e controlli regolari per persone con mutazioni, al fine di cercare di individuare precocemente eventuali segni di tumore.
I geni sono segmenti di DNA presenti all’interno dei cromosomi, e insieme sono responsabili di trasmettere le informazioni necessarie per il corretto funzionamento di cellule e tessuti. La presenza di mutazioni in questi geni può compromettere tale funzione, portando a potenziali problematiche per la salute umana.
È il caso delle mutazioni nei geni BRCA (BReast CAncer) di tipo 1 e 2, che possono compromettere la loro funzione di controllo della proliferazione cellulare e dei meccanismi per riparare eventuali danni o errori del DNA nel corso della replicazione cellulare. Ciò può favorire l’insorgenza di un tumore, tramite la crescita incontrollata delle cellule (si veda Sviluppo e diffusione del cancro).
In particolare, la presenza di eventuali mutazioni dei geni BRCA1 e 2 può portare a:
Le mutazioni BRCA possono essere:
L’individuazione di tale mutazione tramite un apposito test genetico, a seguito di un’adeguata informazione e consulenza specialistica, può essere indicata:

In Italia e a livello globale, questo tipo di tumore rappresenta circa il 15-20% delle diagnosi di cancro al seno. Si manifesta più frequentemente nelle donne sotto i 50 anni e in chi è portatore di mutazioni a carico dei geni BRCA².
L’espressione triplo negativo (TNBC) viene utilizzata per indicare un insieme eterogeneo di tumori del seno accomunati dalla negatività dei recettori degli estrogeni (ER), del progesterone (PgR) e di HER2. I recettori sono proteine presenti sulla superficie o all’interno della cellula, e per la loro reattività vengono impiegati come bersagli per terapie mirate³.
Essendo caratterizzato dall’assenza di questi recettori, il TNBC presenta opzioni di trattamento ridotte, per il quale è previsto principalmente l'uso di chemioterapia e immunoterapia. Per questo motivo, sono particolarmente importanti gli sforzi della ricerca nell’individuare altri possibili target e farmaci terapici, come nel caso dell’impiego dei PARP-inibitori in presenza di mutazioni BRCA (si veda Il percorso di cura delle patologie oncologiche).
Nonostante le limitazioni presenti, esistono comunque percorsi di cura distinti, e vengono valutati a seconda di criteri quali la presenza/assenza di mutazioni BRCA, dimensioni e diffusione del tumore e condizioni generali di salute e anagrafiche della paziente⁴.
A cura del Centro Studi, Fondazione The Bridge
¹ Fondazione The Bridge, BRCA: dal “gene Jolie” all’appropriatezza preventiva e predittiva, Serie I quaderni di Fondazione The Bridge, 1/2021, https://www.fondazionethebridge.it/wp-content/uploads/2019/09/QUADERNO-BRCA-7.pdf
² Pankaj, K.; Rupali, A., An Overview of Triple-Negative Breast Cancer, in "Archives of Gynecology and Obstetrics" vol. 293, no. 2, 2016, pp.247–69
³ Foulkes, W.D., Smith, I.E. and Jorge S. Reis-Filho, Triple-Negative Breast Cancer in "The New England Journal of Medicine" vol. 363, no. 20, 2010, pp. 1938–48
⁴ Fondazione The Bridge, Patient Journey del carcinoma mammario triplo negativo, luglio 2025 https://www.fondazionethebridge.it/work/patient-journey-del-carcinoma-mammario-triplo-negativo/
Avere una mutazione nei geni BRCA1 o BRCA2 significa possedere un'alterazione genetica che aumenta il rischio di sviluppare alcuni tipi di cancro, in particolare il tumore al seno e all'ovaio. Non è una certezza di malattia, ma indica la necessità di sottoporsi a percorsi di screening e prevenzione mirati.
Il carcinoma mammario triplo negativo è una forma di cancro al seno caratterizzata dall'assenza dei recettori per estrogeni, progesterone e HER2. Rappresenta circa il 15-20% delle diagnosi e richiede trattamenti specifici come chemioterapia e immunoterapia, poiché non risponde alle terapie ormonali tradizionali.
Il test genetico per le mutazioni BRCA è consigliato a chi ha una forte familiarità per tumori al seno o all'ovaio, o a pazienti già diagnosticati con specifiche forme di cancro. La consulenza genetica aiuta a determinare se il test è appropriato per valutare il rischio e guidare le scelte terapeutiche.