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Le fasi dell’Alzheimer: la Scala di Reisberg spiegata in modo chiaro

La malattia di Alzheimer (AD) è caratterizzata da un progressivo deterioramento cognitivo che varia significativamente da persona a persona.
Per descrivere l’evoluzione clinica dell’Alzheimer in modo chiaro e strutturato, lo psichiatra Barry Reisberg, direttore clinico del Dementia Research Center della New York University, ha elaborato una classificazione in sette fasi, nota come Scala di Reisberg (o GDS – Global Deterioration Scale).

Questa scala rappresenta una guida utile per familiari, caregiver e professionisti, ma va ricordato che:

  • i sintomi non sono identici per tutti;
  • alcune fasi possono sovrapporsi;
  • l’evoluzione non è sempre lineare.

Fase 1 – Nessuna disabilità

In questa fase non sono presenti sintomi rilevabili.

  • Nessun problema di memoria.
  • Nessuna difficoltà funzionale o comportamentale.
    Le abilità cognitive e sociali sono pienamente conservate.

Fase 2 – Declino cognitivo molto lieve

Possono comparire lievi dimenticanze, spesso attribuite al normale invecchiamento:

  • dimenticare parole comuni;
  • smarrire oggetti quotidiani.

Durante una visita medica non emergono ancora segni di demenza. Nessuna capacità funzionale è realmente compromessa.

Fase 3 – Declino cognitivo lieve

È la fase in cui i cambiamenti diventano più evidenti sia per la persona sia per chi le sta vicino.
Sintomi frequenti:

  • frequenti vuoti di memoria nelle attività quotidiane;
  • difficoltà nel trovare le parole durante una conversazione;
  • problemi nel portare a termine compiti complessi (es. guidare in luoghi nuovi, gestire impegni o relazioni);
  • cambiamenti della personalità;
  • primi stati d’ansia o depressione;
  • comportamenti insoliti.

Emergono anche:

  • difficoltà socio-relazionali;
  • perdita delle abilità organizzative;
  • difficoltà di orientamento temporale;
  • possibili difficoltà motorie.

È consigliabile una sorveglianza a distanza, senza ancora un’assistenza continua.

Fase 4 – Declino cognitivo moderato

Lo stato confusionale si intensifica. È spesso la fase in cui si tenta la prima diagnosi clinica.
Sintomi comuni:

  • difficoltà nel ricordare eventi recenti o aspetti della propria storia;
  • episodi di disorientamento spazio-temporale;
  • tendenza all’isolamento;
  • forte difficoltà in compiti complessi come la gestione economica o la pianificazione;
  • riduzione delle abilità sociali.

La persona necessita di aiuto quasi quotidiano nelle attività domestiche e nella gestione della sicurezza.
I familiari/caregiver di solito iniziano a cercare informazioni, servizi socio-sanitari e supporto specialistico.

Fase 5 – Declino cognitivo moderatamente grave

Questa fase rappresenta l’inizio della demenza conclamata.
Le lacune di memoria aumentano ma possono alternarsi a momenti di lucidità.

Possibili manifestazioni:

  • incapacità di ricordare parte del proprio passato (es. scuola, luoghi vissuti);
  • confusione sul luogo dove si è o sul giorno;
  • conservazione di ricordi più remoti o dettagli personali;
  • maggiore instabilità emotiva;
  • peggioramento del linguaggio e della logica;
  • difficoltà nel scegliere un abbigliamento adeguato alla stagione.

In questa fase la persona non è più autosufficiente nelle attività quotidiane, pur mantenendo ancora alcune funzioni come mangiare o andare in bagno in autonomia.

Per i caregiver diventa necessario un controllo costante e un possibile supporto da professionisti esterni.

Fase 6 – Declino cognitivo grave

La perdita di memoria e le difficoltà funzionali diventano molto importanti.
Sintomi tipici della fase 6:

  • scarsa o nulla memoria degli eventi recenti;
  • difficoltà a ricordare i nomi dei familiari più stretti;
  • necessità di assistenza per attività personali (vestirsi, igiene, alimentazione);
  • marcata alterazione dei ritmi del sonno;
  • episodi di incontinenza;
  • aumento dell’ansia, del sospetto o agitazione;
  • possibili allucinazioni o comportamenti ripetitivi.

La persona richiede assistenza quotidiana continua.

Fase 7 – Declino cognitivo molto grave

È la fase più avanzata dell’Alzheimer.
La persona può arrivare a:

  • perdita completa della capacità di comunicare;
  • impossibilità di camminare, sedersi o mantenere il capo eretto;
  • difficoltà nella deglutizione;
  • totale dipendenza per ogni attività quotidiana.

Il supporto del caregiver e dei professionisti diventa fondamentale per garantire comfort, dignità e qualità di vita.

A cura del Centro Studi, Fondazione The Bridge


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