La figura del caregiver familiare riveste un ruolo fondamentale nella cura delle persone non autosufficienti, ma il suo riconoscimento giuridico e sociale in Italia è ancora parziale.
In questo articolo esploriamo chi è il caregiver familiare, quali tutele esistono oggi, i disegni di legge in corso, e il riconoscimento europeo di una figura che unisce amore, dedizione e responsabilità quotidiana.
La figura del caregiver familiare si distingue da quella del caregiver professionale (OSS, badante, infermiere, ecc.) perché non ha una formazione specifica nel campo dell’assistenza e svolge un’attività non retribuita, basata su un legame affettivo e non su un contratto di lavoro.
Il profilo del caregiver familiare è stato definito normativamente per la prima volta dalla Legge di Bilancio 2018 (art. 1, commi 255-256, Legge n. 205/2017), che ne riconosce il valore sociale.
Il caregiver familiare è la persona che assiste e si prende cura del coniuge, del partner dell’unione civile o del convivente di fatto ai sensi della Legge 76/2016, di un familiare o affine entro il secondo grado, o – in presenza di handicap grave – anche di un familiare entro il terzo grado, che a causa di malattia, infermità o disabilità cronica o degenerativa non sia autosufficiente, necessiti di assistenza globale e continua di lunga durata, o sia titolare diindennità di accompagnamento.
Sempre con la Legge di Bilancio 2018, è stato istituito un Fondo per il sostegno del caregiver familiare, con l’obiettivo di riconoscere il valore sociale ed economico dell’attività di cura svolta da milioni di persone in Italia.
Le tutele previste comprendono:
A queste si affiancano iniziative territoriali che prevedono servizi di sollievo, assistenza psicologica, formazione per i caregiver e consulenze per l’adattamento dell’ambiente domestico dell’assistito.
Sono attualmente in discussione diversi disegni di legge finalizzati a rendere il riconoscimento del caregiver familiare pieno ed effettivo.
Questi progetti muovono dalla definizione introdotta nella Legge di Bilancio 2018, con l’obiettivo di:
Un aspetto innovativo riguarda il riconoscimento delle competenze acquisite come caregiver familiare, che potrebbero valere come crediti formativi in ambito sanitario e socioassistenziale.
Le nuove proposte di legge puntano anche a favorire la conciliazione tra vita lavorativa e attività di cura.
Tra le misure in discussione figurano:
Questi interventi mirano a garantire che il caregiver non debba scegliere tra lavoro e cura, ma possa essere sostenuto nel proprio ruolo con strumenti concreti e dignitosi.
In ambito europeo, una recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (settembre 2025) ha sancito un principio fondamentale: il diritto alla tutela contro la discriminazione si estende anche al caregiver lavoratore.
La Corte ha stabilito che, per rispettare il principio di uguaglianza e il divieto di discriminazione indiretta, il datore di lavoro è tenuto ad adottare soluzioni ragionevoli nei confronti di un dipendente che assista una persona con disabilità — anche se il lavoratore stesso non è disabile —, purché tali misure non comportino un onere sproporzionato per l’azienda.
Questa pronuncia segna un passo decisivo verso una maggiore tutela del caregiver in ambito lavorativo, estendendo il principio di equità e inclusione alle relazioni di cura.