
La scelta del percorso terapeutico può variare in base a caratteristiche del tumore e ad aspetti specifici del singolo caso, compreso lo stato di salute generale della persona. Le sostanze e i trattamenti impiegati nella terapia antitumorale possono infatti produrre conseguenze più generali sul corpo, poiché è complesso limitarne l’azione alle sole cellule tumorali.
Gli effetti collaterali possono cambiare da persona a persona e in relazione al tipo di terapia ricevuta. È quindi importante che il team medico affronti questi aspetti con il paziente, affinché quest’ultimo sia informato dei possibili effetti che potrebbe riscontrare e possa riferirli tempestivamente, così da affrontarli in modo adeguato¹.
Questi effetti possono derivare dai trattamenti, dal tumore stesso oppure da condizioni correlate.
Tra i possibili effetti collaterali si possono riscontrare manifestazioni molto diverse, che coinvolgono sia il piano fisico sia, indirettamente, quello psicologico e relazionale.
Uno degli effetti più frequenti è la fatigue, cioè una stanchezza intensa e persistente che non migliora con il riposo e non è proporzionata alle attività svolte durante la giornata. Questo disturbo può essere collegato anche all’anemia, ovvero alla riduzione dei globuli rossi, a sua volta associata sia ai trattamenti sia ad alcuni tipi di tumore.
Nausea e vomito possono dipendere dall’irritazione del tratto digestivo o dalla stimolazione dei centri cerebrali che regolano queste sensazioni. Anche l’alterazione del gusto può interferire con un’alimentazione regolare. Si tratta di effetti comuni e, in molti casi, esistono farmaci in grado di attenuarli.
Formicolii, intorpidimento e perdita di sensibilità a mani e piedi possono rappresentare effetti del trattamento sui nervi periferici.
Tra gli effetti spesso associati alla chemioterapia vi sono anche difficoltà di memoria e concentrazione, tanto che si parla talvolta di chemo brain. Disturbi simili possono tuttavia comparire anche con altri tipi di trattamento.
I trattamenti possono provocare secchezza cutanea, prurito, rossori, vesciche e rigonfiamenti della pelle. Anche le unghie possono essere coinvolte, ad esempio con ingiallimento, fragilità o infezioni.
Problemi a bocca e gola
Possono comparire infezioni, lesioni orali, gonfiore, difficoltà nella deglutizione e danni ai denti.
Perdita di capelli
La alopecia è legata soprattutto all’azione della chemioterapia e di alcuni tipi di radioterapia sui follicoli piliferi, cioè cellule che si dividono rapidamente e che risultano quindi particolarmente sensibili ai trattamenti. Questo effetto può riguardare anche peli del corpo, ciglia e sopracciglia.
La ricrescita dei capelli riprende in genere al termine della terapia, anche se possono verificarsi cambiamenti nel colore e nella consistenza. In questa fase è importante la cura dei capelli, più fragili, e del cuoio capelluto. L’alopecia può inoltre incidere profondamente sulla percezione di sé e sul rapporto con gli altri; per questo esistono associazioni e gruppi di ascolto che offrono sostegno, consigli ed esperienze condivise.
La diminuzione delle piastrine causata da alcuni trattamenti può aumentare il rischio di sanguinamenti o lividi. Questo può rendere più difficile arrestare il sangue in caso di ferita, oppure favorire la comparsa di tracce di sangue nelle urine, nelle feci o da naso e bocca. In questi casi è importante prestare attenzione anche ai farmaci assunti, come ad esempio l’aspirina, che possono favorire il flusso del sangue.
Tra i disturbi intestinali possono comparire diarrea o stitichezza. La diarrea è generalmente associata al danneggiamento delle pareti intestinali, ad esempio come effetto di alcuni tipi di radioterapia; la stitichezza può invece essere collegata alla chemioterapia, a specifici tumori o ad alcuni medicinali.
La perdita di peso e di massa muscolare associata a stanchezza, definita cachessia, è più diffusa nei casi di tumore avanzato ed è probabilmente legata anche all’infiammazione prodotta dal tumore.
Alcuni trattamenti, tra cui la chemioterapia e alcune terapie mirate, possono ridurre i globuli bianchi e indebolire il sistema immunitario, causando neutropenia. In questi casi diventa particolarmente importante rispettare misure igieniche adeguate ed evitare ambienti o situazioni ad alto rischio di contagio.
L’edema è un gonfiore dovuto all’accumulo anomalo di liquidi nei tessuti e può interessare diverse parti del corpo, come mani, piedi e caviglie. Può dipendere sia dai trattamenti sia dal tumore stesso.
Si parla di linfedema quando vi è un’alterazione del drenaggio linfatico. Può comparire in momenti diversi, generalmente dopo la rimozione dei linfonodi, soprattutto ascellari, oppure in seguito a radioterapia ai linfonodi. Il linfedema può causare gonfiore e tensione agli arti ed essere trattato con pratiche e accorgimenti che favoriscono il drenaggio dei liquidi e ne contrastano l’accumulo.
L’infiammazione può colpire diversi organi e derivare sia dall’azione del tumore sia dall’effetto dell’immunoterapia, che interagisce con la risposta del sistema immunitario.
La fertilità e la salute sessuale possono essere influenzate da interventi chirurgici e dagli effetti dei trattamenti su ormoni, cellule o funzioni legate alla riproduttività e alla sessualità. Anche effetti come infiammazione e perdita della libido possono avere conseguenze sulla vita sessuale della persona. La valutazione dell’impatto sulla fertilità e sulla salute sessuale può richiedere il confronto con medici specialisti.
Il dolore può essere provocato dalla pressione esercitata dalle masse tumorali su alcune parti del corpo, oppure presentarsi in seguito ai trattamenti o ad altri effetti collaterali².

Alcuni effetti, definiti tardivi o a lungo termine, possono manifestarsi anche dopo mesi o, in alcuni casi, anni dal termine dei trattamenti. Tra questi rientrano, ad esempio, alcuni disturbi cardiaci³.
Accanto agli effetti prevalentemente fisici, i pazienti possono sperimentare anche l’impatto psicologico e sociale della patologia oncologica e del percorso terapeutico. Per questo motivo è importante che anche questi aspetti vengano riconosciuti, considerati e discussi.
Le patologie oncologiche e i trattamenti antitumorali possono avere effetti molto diversi, che incidono sul corpo, sul benessere psicologico e sulla vita quotidiana della persona. Essere informati sui possibili effetti collaterali e comunicarli tempestivamente al team curante è un passaggio fondamentale per affrontarli in modo adeguato e per migliorare, per quanto possibile, la qualità della vita durante e dopo il percorso di cura.
A cura del Centro Studi, Fondazione The Bridge
¹ Fondazione AIOM, La gestione degli effetti collaterali https://www.fondazioneaiom.it/come-mi-curo/chemio-terapia-100-domande-100-risposte/la-gestione-degli-effetti-collaterali/
² NIH National Cancer Institute, Side Effects of Cancer Treatment https://www.cancer.gov/about-cancer/treatment/side-effects
³ AIMaC, Le conseguenze a lungo termine dei trattamenti antitumorali https://www.aimac.it/informazioni-tumori/dopo-la-malattia/conseguenze-lungo-termine-trattamenti-antitumorali/
No. Gli effetti collaterali possono variare molto da persona a persona e dipendono sia dal tipo di trattamento sia dalle condizioni generali del paziente.
No. La fatigue è una stanchezza intensa e persistente che non migliora con il riposo e che può influire profondamente sulle attività quotidiane.
Nella maggior parte dei casi la ricrescita riprende al termine della terapia, anche se possono esserci cambiamenti nel colore e nella consistenza dei capelli.
Sì. Alcuni effetti tardivi o a lungo termine possono manifestarsi anche dopo mesi o anni, come accade in alcuni casi per i disturbi cardiaci.