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DDL S. 134 sul Caregiver Familiare: una legge da cui ripartire

A cura di Carla Piersanti – Fondazione Ravasi Garzanti

Finalmente un riconoscimento formale

Il 12 gennaio 2026 viene approvato il DDL S. 134 che porta un risultato atteso da anni: il riconoscimento giuridico del caregiver familiare. Chi assiste un familiare non autosufficiente — spesso in modo continuativo, gratuito e invisibile — ottiene per la prima volta uno status ufficiale nel sistema di welfare italiano.

Questo non è un dettaglio tecnico. Significa che il lavoro di cura svolto ogni giorno da milioni di persone viene riconosciuto come attività di valore sociale ed economico, con implicazioni concrete sull'accesso a servizi, tutele e sostegni.

Cosa prevede il disegno di legge

Il DDL adotta un approccio multidimensionale: non interviene su un solo aspetto, ma prova a rispondere a bisogni diversi. In particolare prevede:

  • Sostegno economico per chi si occupa della cura.
  • Misure di conciliazione tra lavoro e assistenza familiare.
  • Formazione e supporto psicologico per i caregiver.
  • Integrazione con la rete dei servizi sociali e sociosanitari, per una presa in carico più coordinata.

L'obiettivo è costruire attorno al caregiver un sistema di supporto integrato, capace di alleggerire il carico — fisico, economico e burocratico — che oggi ricade quasi interamente sulle famiglie.

Ampliare la platea: chi dovrà essere incluso

Perché questa legge funzioni davvero, la definizione di caregiver familiare dovrà evolversi per abbracciare tutte le forme reali di cura. L'obiettivo è che nessuna situazione di assistenza quotidiana resti esclusa dal riconoscimento e dai sostegni previsti.

I prossimi interventi normativi dovranno includere:

  • I caregiver non conviventi con la persona assistita.
  • Le reti di cura "plurali", dove più persone si dividono l'assistenza.
  • Chi assiste per legame affettivo, anche senza vincoli giuridici formali.
  • Le situazioni di non autosufficienza parziale che richiedono presenza quotidiana.
  • Chi inizia ad accudire un familiare prima che la non autosufficienza venga riconosciuta ufficialmente.

Una definizione più inclusiva è il primo passo per garantire che i diritti previsti raggiungano chi ne ha realmente bisogno, ovunque si trovi nel percorso di cura.

Donne e lavoro: l'equilibrio da costruire

In Italia la cura delle persone anziane non autosufficienti ricade in modo sproporzionato sulle donne. Il DDL riconosce implicitamente questo squilibrio: il passo successivo è tradurlo in misure strutturali che permettano a chi cura di non dover scegliere tra il lavoro e l'assistenza familiare.

Servono tutele previdenziali concrete per chi riduce l'orario lavorativo o si prende un periodo di cura: strumenti che proteggano il reddito oggi e la pensione domani. L'obiettivo è che restare caregiver non significhi rinunciare all'autonomia economica.

Con misure di conciliazione reali ed efficaci, la legge può diventare un alleato per chi vuole continuare a lavorare mantenendo il proprio ruolo di cura — senza dover scegliere tra i due.

Informazione e orientamento: il supporto che ancora manca e che va costruito

Uno dei prossimi obiettivi concreti per rendere questa legge davvero efficace è dotare ogni caregiver di strumenti chiari per orientarsi tra servizi, prestazioni e tutele disponibili.

Sportelli dedicati, figure di case management e percorsi strutturati di accompagnamento sono ciò che serve per trasformare il riconoscimento formale in supporto reale. L'obiettivo è che nessun caregiver debba navigare da solo la complessità burocratica di Comuni, ASL, INPS e Regioni.

Costruire una rete informativa uniforme e accessibile è la condizione perché i diritti scritti nella norma diventino diritti esercitati nella vita quotidiana.

Cosa fare ora

Il DDL S. 134 è un punto di partenza solido. Se sei un caregiver familiare, puoi già cominciare a muoverti in questa direzione:

  • Informati su come viene attuato il DDL nella tua Regione: le opportunità possono variare sul territorio.
  • Verifica se rientri nella definizione di caregiver familiare prevista dalla norma.
  • Tieni d'occhio quali misure diventano operative e con quali requisiti.
  • Cerca gli sportelli locali — presso Comuni, ASL o fondazioni del terzo settore — che possono accompagnarti nell'accesso ai servizi. Nella sezione del sito dello Sportello CURA trovi informazioni in questo senso.

Continua ad approfondire guardando l'incontro del Vesak 2026:


FAQ

È il disegno di legge approvato il 12 gennaio 2026 che riconosce giuridicamente il caregiver familiare in Italia, attribuendo per la prima volta uno status ufficiale a chi assiste un familiare non autosufficiente.

Prevede sostegno economico, misure di conciliazione lavoro-cura, formazione e supporto psicologico per i caregiver, e integrazione con la rete dei servizi sociali e sociosanitari.

È considerato caregiver chi assiste in modo continuativo un familiare non autosufficiente. La definizione dovrà essere ampliata per includere anche caregiver non conviventi, reti di cura plurali, chi assiste per legame affettivo senza vincoli giuridici formali, chi da assistenza in situazioni di non autosufficienza parziale e prima che questa venga ufficialmente riconosciuta.

Il DDL pone le basi per tutele previdenziali concrete destinate a chi riduce l'orario lavorativo o si assenta dal lavoro per assistere un familiare.

Presso sportelli locali di Comuni, ASL o fondazioni del terzo settore. Lo Sportello Cura UBI offre ascolto e orientamento gratuito ai caregiver, finanziato con i fondi 8xmille dell'Unione Buddhista Italiana.

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