
In termini generali, gli approcci al trattamento dell'autismo pediatrico sono finalizzati a favorire l'adattamento della persona all'ambiente, nell'ottica di un miglioramento in prospettiva della qualità della vita del bambino ma anche della famiglia e dei caregiver.
Al fine di determinare l'approccio terapeutico più adatto al singolo caso, è fondamentale la valutazione dell'aspetto funzionale svolta nella fase della diagnosi. In base alle informazioni così raccolte viene infatti formulato un piano personalizzato, composto da diversi obiettivi per poter misurare i progressi ottenuti. Tali obiettivi sono formati da obiettivi "finali", ovvero ciò che si punta a ottenere con l'intero percorso, e obiettivi intermedi, su cui si basano gli interventi e che possono essere modificati per riflettere i cambiamenti parte dello sviluppo del bambino.
È fondamentale sottolineare che non esiste una tipologia di intervento che sia adatta a tutti i bambini con Disturbo dello Spettro Autistico (DSA) e a tutte le età. Inoltre, ciascun caso può avere particolari bisogni non risolvibili con un solo intervento, e che quindi richiedono un percorso composto da diverse strategie terapeutiche integrate.
Tra le principali categorie di approcci terapeutici per l'autismo, vi sono quelli di tipo comportamentale e di tipo evolutivo¹.
Gli interventi di tipo comportamentale cercano di modificare il comportamento agendo sul contesto esterno, riconoscendo il rapporto che intercorre tra i due fattori.
Tra questi approcci, molto diffusi sono quelli basati sull'analisi del comportamento applicata (Applied Behavior Analysis = ABA). Gli interventi di questo tipo sono formulati a seguito dell'osservazione e della valutazione del comportamento in rapporto all'ambiente, e puntano all'insegnamento di competenze e di gestione dei compiti tramite il rinforzo dei comportamenti desiderati.
Oltre a questi, vi è l'approccio cognitivo-comportamentale, che punta al cambiamento del comportamento non intervenendo direttamente sullo stesso ma cercando di agire sugli schemi mentali, sul modo di pensare e sulle risposte emotive.

Questi approcci si concentrano particolarmente sullo sviluppo relazionale, emotivo e comunicativo del bambino. Lo sviluppo, in questo modo, è sostenuto tramite un miglioramento delle capacità del bambino di rapportarsi con ciò che lo circonda. Questo è perseguito in una prospettiva che pone al centro il bambino e si realizza tramite attività di gioco e interazione, per favorire l'espressività, l'iniziativa e la partecipazione.
Tra questi vi è, ad esempio, la terapia della psicomotricità, che può stimolare l'attenzione, le risposte e la regolazione emotiva nei bambini.
Una valutazione e un intervento precoce possono permettere di intervenire prima sullo sviluppo del bambino e quindi, potenzialmente, modificarne i comportamenti considerati anomali, permettendo un miglioramento della qualità della vita del bambino e della famiglia. A questo proposito, esistono alcuni approcci che sostengono l'efficacia di interventi anche in età prescolare; tra questi vi è l'Early Start Denver Model (ESDM)², un tipo di terapia comportamentale basato sul gioco e pensato appositamente per bambini piccoli con disturbi dello spettro autistico. Un altro esempio di intervento precoce è l'Early Intensive Behavioral Intervention (EIBI)³, basato sui principi ABA e finalizzato a stimolare le competenze interattive dei bambini sotto i 5 anni.
Questi approcci sono definiti anche intensivi in quanto prevedono diverse ore dedicate a questi interventi e coinvolgono i vari ambienti in cui il bambino agisce (ad es. famiglia, scuola), cercando così di rendere maggiormente efficace l'effetto anche sulle capacità relazionali.
All'interno dei diversi percorsi è comunque essenziale il coinvolgimento dei genitori/caregiver, non solo per informarli ma anche per renderli partecipi⁴. Alcuni percorsi, infatti, prevedono per loro una formazione ad hoc, fino alla previsione della Terapia Mediata dai Genitori (TMG), al fine di permettere il miglioramento dell'interazione tra genitori e bambino.
A cura del Centro Studi, Fondazione The Bridge
¹ Società Italiana di Neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza, Linee Guida Per L'Autismo, 2005.
² Sally J. Rogers e Geraldine Dawson, Early Start Denver Model for Young Children with Autism: Promoting Language, Learning, and Engagement (Guilford Press, 2010).
³ Lars Klintwall e Svein Eikeseth, «Early and Intensive Behavioral Intervention (EIBI) in Autism», in Comprehensive Guide to Autism (Springer, New York, NY, 2014).
⁴ «Disturbi dello spettro autistico: gli interventi terapeutici nell'infanzia e nell'adolescenza», ISS, consultato 24 febbraio 2026, https://www.iss.it/i-disturbi-del-neurosviluppo/-/asset_publisher/2CrcavX7aeS3/content/id/3482591.