
Le realtà che vengono genericamente chiamate associazioni sono, più precisamente, organizzazioni del Terzo Settore. Esse vengono costituite liberamente e hanno il fine di svolgere attività non lucrative di utilità sociale a favore di associati o di terzi.
Queste organizzazioni agiscono nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati, concorrendo al raggiungimento di finalità sociali, civili, culturali e di ricerca etica e spirituale. Attraverso la loro azione, promuovono la partecipazione, la solidarietà e il pluralismo all'interno della società1.
Le associazioni nascono spesso dall’iniziativa di cittadini che hanno vissuto direttamente l’esperienza della malattia (nel caso delle associazioni di pazienti) o da persone che desiderano offrire tempo e competenze per sostenere chi si trova in condizioni di fragilità. Tutte queste realtà condividono una missione comune: tutelare i diritti, garantire sostegno ai caregiver e promuovere una cultura della solidarietà e della cura.
L’impegno di queste organizzazioni si traduce in attività concrete che, a seconda delle specifiche finalità statutarie, possono includere:
Più in generale, le organizzazioni del Terzo Settore offrono spazi di ascolto, condivisione e confronto. In questo modo riducono l’isolamento sociale, trasformando esperienze individuali di sofferenza in un percorso comunitario di crescita e sostegno.

Un ruolo centrale in questo contesto è svolto dai caregiver, spesso familiari che si fanno carico quotidianamente dell’assistenza. Essi rappresentano un pilastro indispensabile del sistema di cura, garantendo:
Il loro contributo va oltre la dimensione pratica: i caregiver sono il primo presidio di vicinanza e conforto, capaci di rendere la malattia un’esperienza condivisa e meno isolante. In molti casi, sono proprio i caregiver a farsi promotori di nuove iniziative associative, trasformando il vissuto personale in un impegno collettivo per la comunità.
Dal punto di vista normativo, queste realtà sono regolate dal Codice del Terzo Settore (D. Lgs. 117/2017). Questo testo unico ha riorganizzato le diverse tipologie di organizzazioni sotto la denominazione di Enti del Terzo Settore (ETS), identificandone sette categorie principali:
Sebbene la riforma del Terzo Settore abbia rafforzato il ruolo istituzionale di questi enti, la loro vera forza risiede nella capacità di mettere al centro la persona. Costruendo reti di sostegno che uniscono pazienti, volontari e comunità, la cura diventa un percorso condiviso capace di generare benessere collettivo.
Per chiunque stia affrontando una situazione di fragilità o desideri maggiori informazioni sui servizi disponibili, è possibile rivolgersi allo Sportello Cura, un punto di riferimento pensato per orientare e sostenere cittadini e caregiver nel labirinto dei servizi socio-sanitari.
A cura del Centro Studi Fondazione The Bridge
1 https://www.lavoro.gov.it/temi-e-priorita/terzo-settore-e-responsabilita-sociale-imprese/focus-on/associazionismo-sociale/pagine/registro-nazionale-delle-associazioni-di-promozione-sociale
2 https://italianonprofit.it/risorse/approfondimenti/7-tipologie-ets/
→ Continua a esplorare il tema dell’importanza della rete per il caregiver ascoltando l’intervento di Sandro Spinsanti per Sguardi
Sono organizzazioni no-profit costituite liberamente per svolgere attività di utilità sociale, regolate dal D.Lgs. 117/2017. Operano nei settori sociale, civile e culturale per promuovere la solidarietà.
Le associazioni offrono supporto psicologico, orientamento ai servizi sanitari, accompagnamento nelle strutture e promuovono campagne di sensibilizzazione e raccolta fondi.
Perché garantisce la continuità delle terapie e il supporto emotivo, fungendo da mediatore con le strutture sanitarie e riducendo l’isolamento del paziente attraverso la vicinanza quotidiana.
La normativa attuale identifica 7 tipologie principali, tra cui Organizzazioni di volontariato (ODV), Associazioni di promozione sociale (APS), Enti filantropici e Imprese Sociali.