
La demenza ad esordio precoce è, per definizione, la demenza che si manifesta prima dei 65 anni.
L’Early-Onset Alzheimer’s Disease (EOAD) è la forma più comune tra le demenze ad esordio precoce.
Le cause della demenza precoce sono ancora poco conosciute. Tuttavia, esistono diversi fattori che sembrano contribuire allo sviluppo della malattia, tra cui uno stile di vita irregolare (ad esempio abuso di alcol e sostanze, fumo), lo stato socioeconomico, traumi e alcune patologie (come AIDS e malattie cerebrovascolari)¹.
Secondo uno studio dell’Università di Wuhan, la combinazione tra uno stile di vita non sano e uno status socioeconomico precario può rappresentare un fattore determinante nello sviluppo di una forma di demenza precoce. In questi casi, il rischio può aumentare fino al 440%².
Nella maggior parte dei casi, l’EOAD non è ereditario. La trasmissione genetica autosomica dominante riguarda infatti solo il 4-6% dei casi³.
I sintomi dell’EOAD sono assimilabili a quelli della forma classica di Alzheimer:
Come nelle forme ad esordio tardivo, anche nell’EOAD si riscontra la presenza di placche amiloidi nel tessuto cerebrale.
I dati epidemiologici disponibili sono ancora limitati: la prevalenza stimata varia tra 15 e 150 casi ogni 100.000 abitanti. Questa difficoltà è legata sia all’atipicità della malattia, generalmente associata all’età avanzata, sia alla complessità nel riconoscerla nelle persone più giovani.
In Italia, uno studio condotto dall’Università di Modena e Reggio Emilia ha identificato, tra il 2016 e il 2019, 160 nuovi casi di EOAD nell’area modenese tra i 30 e i 64 anni. Al 30 giugno 2019, il numero totale di persone con diagnosi di EOAD risultava pari a 258⁴.

Sebbene i sintomi dell’Alzheimer presentino caratteristiche simili nella forma precoce e tardiva, l’impatto dell’EOAD risulta significativamente diverso sul piano sociale, clinico e psicologico.
Se per la forma classica dell’Alzheimer il percorso diagnostico è spesso lungo, nei pazienti più giovani il tempo necessario per arrivare a una diagnosi può essere ancora maggiore.
Questo ritardo è dovuto principalmente al fatto che i sintomi iniziali vengono spesso interpretati erroneamente e attribuiti a disturbi psichiatrici o alterazioni dell’umore.
Di conseguenza, il tempo tra la comparsa dei primi segnali e la diagnosi effettiva si dilata, ritardando l’avvio delle cure.
L’insorgenza della malattia in età adulta rappresenta un evento particolarmente complesso.
L’Alzheimer è comunemente associato alla vecchiaia: una diagnosi in età più giovane può generare smarrimento e difficoltà nell’accettazione, soprattutto considerando la progressione della malattia.
Le conseguenze coinvolgono diversi ambiti della vita:
In molti casi emerge una forte sensazione di perdita di ruolo e di utilità sociale.
Una rappresentazione significativa di questa condizione è offerta dal film Still Alice (2014), che racconta il decorso progressivo di un Alzheimer ad esordio precoce.
I servizi dedicati ai pazienti con Alzheimer sono generalmente pensati per una popolazione anziana.
Chi sviluppa la malattia in età più giovane può quindi incontrare difficoltà nel trovare risposte adeguate ai propri bisogni.
Allo stesso tempo, la complessità della condizione richiede un supporto articolato che coinvolga non solo il paziente, ma anche il contesto familiare.
I caregiver, infatti, sono spesso:
In entrambe le situazioni, può risultare difficile garantire una continuità assistenziale nel percorso di cura⁵.
L’Alzheimer ad esordio precoce rappresenta una condizione complessa, non solo dal punto di vista clinico ma anche per le implicazioni sociali, familiari ed economiche.
Il ritardo diagnostico, la difficoltà di riconoscimento dei sintomi e l’inadeguatezza dei servizi rendono necessario un approccio più attento e integrato, capace di rispondere alle esigenze specifiche delle persone più giovani e dei loro caregiver.
A cura del Centro Studi Fondazione The Bridge
¹ https://www.demenze.it/it-schede-32-che_cos_e_la_demenza_early_onset
² https://www.luoghicura.it/dati-e-tendenze/2025/05/la-demenza-a-esordio-giovanile-cosa-ci-dicono-gli-studi-piu-recenti/
³ https://www.demenze.it/it-schede-32-che_cos_e_la_demenza_early_onset
⁴ https://www.aou.mo.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/4167
⁵ https://demenze.regione.veneto.it/io-sono/medico-specialista-del-cdcd/le-forme-di-demenza-ad-esordio-giovanile/
È una forma di demenza che si manifesta prima dei 65 anni e rappresenta la tipologia più comune tra le demenze giovanili.
I sintomi includono perdita di memoria, confusione spazio-temporale, difficoltà linguistiche e alterazioni comportamentali.
Solo in una minoranza di casi (4-6%) è legato a fattori genetici ereditari.
Perché i sintomi iniziali vengono spesso confusi con disturbi psicologici o emotivi, ritardando il riconoscimento della malattia.